Cosa chiedo agli studenti in una presentazione multimediale

Quello che chiedo da qualche anno ai miei studenti del liceo artistico è divenuta ormai un’attività rodata, oggetto di valutazione nel quadrimestre: il lavoro di gruppo con lezioni fatte ai compagni in classe, da me chiamato per praticità ‘flipped lesson’, lezione ribaltata (da non confondere con la flipped classroom, o classe capovolta). Anni fa, quando ero io studente, fu grazie a questa iniziativa della mia professoressa di Storia dell’arte che scoprii nelle Stanze di Raffaello in Vaticano il mio interesse per la materia, una consapevolezza emersa nel momentaneo scambio di ruoli tra noi (discenti) e lei (insegnante).

Il lavoro di gruppo è prassi nelle scuole di ogni ordine e grado da molti anni, metodologia affacciatasi nella didattica fin dalla prima metà del Novecento (si vedano per esempio gli scritti di Jean Piaget). Condivido qui un promemoria pratico per gli studenti (e per me) su cosa ci deve essere in una lezione multimediale e cosa no. Alcune raccomandazioni sembreranno ovvie; per esperienza so che non lo sono.

L’elenco si basa in parte sui 12 principi dell’apprendimento multimediale di Richard E. Mayer che aiutano a riflettere sulla scelta del medium, la funzione della multimedialità e l’efficacia effettiva dell’interazione proposta.

Ecco i punti da tenere presente per la lezione multimediale (cosiddetta checklist).

A) Per chi fa la lezione:

  • L’argomento assegnato è sul libro ma va approfondito su testi o siti (Treccani ragazzi, didatticarte.it, Ovo, siti dei musei o piattaforme quali Ubuweb, Openculture, riviste come Artribune, Engramma). Ricordate di indicare sempre le fonti da cui prendete informazioni e materiali.
  • Tutto il gruppo studia tutto l’argomento. Se il giorno della presentazione un(a) compagno(a) non si presenta, la lezione va svolta comunque nella sua interezza.
  • La lezione può essere svolta nella forma preferita, considerando quale è più adatta per il tema: Power point, Google presentazioni, Google Sites, Prezi, Webnode, Adobe Spark, Timeline Js, video, canale Youtube (chiuso al pubblico), ebook con flipsnack.com o epubeditor.it, mappa concettuale, intervista impossibile, messa in scena teatrale, trasmissione radio, canzone, infografica, videogioco, realtà virtuale, app con https://igenapps.com/o altro.
  • La lezione avrà un’introduzione, una parte centrale e una conclusione.
  • Date il giusto spazio alle immagini, che non siano nè francobolli nè così enormi da non permettere di inserire una didascalia.
  • Per facilitare la sintesi e la memorizzazione è importante inserire brevi clip video, mappe concettuali e linee del tempo, tag cloud e parole chiave, anche sottoforma di hashtag (simulando un post di Instagram) da realizzare con phonto, tagul, tag generator, thinglink ecc.
  • Ben vengano strumenti per la localizzazione come Google maps e earth
  • Date un’occhiata a cosa c’è sui social network, per curiosità ed eventualmente notizie di attualità (furti, vendite, mostre) relative anche a musica, libri, cinema, videogame, ecc.
  • GIF (facoltativa).
  • Ogni membro del gruppo esporrà una parte della lezione in inglese (almeno 2′ ciascuno). E’ consentito utilizzare siti come Wikipedia in inglese, i traduttori come Word Reference, Google, Deepl.com. E’ raccomandata la ricerca della pronuncia delle parole e dei nomi degli artisti, delle opere, dei luoghi.
  • Proporre collegamenti con le altre materie (prepariamoci all’Esame di Stato!).
  • Preparare una verifica finale per la classe con quiz, test, giochi (per es. Google moduli, Kahoot!).

Cosa non ci deve essere nella lezione multimediale:

  • Il copia-incolla
  • Una lunga sequenza di testi e immagini senza apparati multimediali
  • I testi lunghi che nessuno leggerà durante la lezione
  • Le notizie senza fonte
  • Le opere presentate senza un ordine logico (preferibilmente scegliere l’ordine cronologico)

B) Chi riceve la lezione:

gli argomenti trattati hanno lo stesso valore della lezione della docente e sono oggetto di verifiche orali e scritte. Durante la lezione dei compagni è buona norma prendere appunti sul quaderno e seguire sul libro. Domande e feedback sono benvenuti, specialmente se migliorativi del lavoro di tutti e dell’apprendimento in generale.

C) Un’annotazione per i formatori.

I gruppi migliori sono di tre, massimo quattro persone. Il lavoro di ‘sceneggiatura’ del lavoro – chi fa cosa quando e come – richiedo di svolgerlo in classe e di verificare insieme una mappa concettuale di massima. Un ausilio è necessario anche per la parte in inglese (se volete inserirla).

In genere la tempistica del lavoro in aula è:

  • 1 ora per formare i gruppi, assegnare gli argomenti, calendarizzare le lezioni;
  • 1 o 2 ore per organizzare la tempistica a casa e abbozzare la sceneggiatura e la mappa concettuale.

Trovo utile intervallare i lavori di gruppo con le interrogazioni ai compagni che hanno seguito la lezione, per evitare che nelle settimane dedicate alle lezioni flipped la classe, pur seguendo con interesse, interrompa il ritmo dello studio a casa.

 

Per riassumere, due video utili su come fare lezione online e preparare le valutazioni (consiglio la visione di entrambi):

 

 

 

 

Immagine di copertina: frame del videogioco realizzato con Muzivu da Alessio F. e Valerio F. sull’arte Informale, lezione flipped dell’a.s. 2017/2018.