È uscito nel 2022 il manuale Zanichelli Art2Art. CLIL resources for Art History, di Francesco Abbadessa e Federica Grande, dedicato al CLIL: l’acronimo, che sta per Content Language Integrated Learning, ben noto a chi insegna nelle scuole superiori, indica il metodo di insegnamento in una seconda lingua di contenuti educativi curricolari, per esempio la storia, la letteratura, le scienze. Nel caso del manuale Zanichelli – come dice il titolo con un gioco grafico e fonetico – si tratta della Storia dell’arte.
Anche se con ritardo, art-usi segnala il volume, sia per la sua validità sia per essere stato oggetto di una tesi di laurea magistrale in Storia dell’arte, redatta e discussa da Federica Grande presso la Sapienza Università di Roma nel gennaio 2026.
Abbiamo chiesto alla co-autrice Federica Grande una sintetica presentazione del volume e della sua ricerca sulla storia di questo metodo interculturale e plurilinguistico.
L’acronimo CLIL fu coniato da David Marsh nel 1994, nel contesto di una ricerca commissionata dall’Unione Europea per favorire lo sviluppo delle competenze plurilinguistiche e interculturali nei sistemi educativi europei. Marsh, in quello stesso contesto, lo definì «una metodologia in cui una seconda lingua è usata per l’insegnamento e l’apprendimento di contenuti non linguistici, nell’ambito di un programma scolastico» e può essere riferito a qualsiasi contesto educativo in cui un contenuto (Content) – cioè una delle materie curricolari diverse dalla lingua straniera, come, ad esempio, storia, letteratura, scienze ecc. – viene insegnato in un’altra lingua (Language), cioè attraverso una lingua diversa da quella generalmente utilizzata nel contesto socioeconomico – culturale di riferimento.
Si tratta dunque, innanzitutto, di mettere in atto una metodologia, piuttosto che una semplice disciplina, attraverso cui realizzare la perfetta integrazione (Integrated) tra la materia insegnata e la lingua utilizzata, in modo che l’apprendimento di entrambe proceda parallelamente e, per lo più, in maniera esperienziale e con una grande libertà nell’utilizzo di strategie e risorse che possono andare, ad esempio, dalla “classe rovesciata” all’utilizzo di giochi o di strumenti multimediali e digitali.
Art2Art è un testo che nasce sia dalla richiesta di aggiornamento e perfezionamento dei precedenti testi CLIL di arte – già pionieri della nuova disciplina – che dalla necessità di creare un valido strumento didattico per la versione A.U.R.E.US del CLIL, ovvero per l’insegnamento della storia dell’arte integrata nella lingua inglese ma spalmata sugli ultimi tre anni del liceo classico e, quindi, con un programma completo della disciplina, dall’arte preistorica a quella contemporanea.
Naturalmente, essendo un volume ancillare e metodologico, più che alla sistematicità da manuale e alla scansione rigidamente cronologica, grazie al metodo comparativo si è potuto dare ampio spazio all’analisi e alla diretta osservazione delle opere proposte; si è potuto così anche introdurre e quindi far conoscere molte più opere di arte contemporanea – anche degli anni più vicini a noi – ed artisti che di solito sono solo citati, se non del tutto ignorati, nei manuali canonici.
Il metodo proposto appare evidente nella stessa struttura del manuale che è composto da 24 capitoli, ognuno dei quali è dedicato ad un confronto tra due termini contrapposti e che sono per lo più tratti dal linguaggio specifico della materia, come, ad esempio, stilizzato/naturalistico, statico/dinamico, tradizionale/d’avanguardia, ecc.. A questa opposizione di concetti corrisponde, naturalmente, la sua versione “visiva” data dal confronto tra due opere principali – solitamente molto distanti tra loro dal punto di vista cronologico – che aprono il capitolo e che vengono proposte ciascuna in una immagine a tutta pagina e corredata da una ampia scheda di analisi descrittiva. Il resto dell’unità è poi scandita, in maniera sistematica, da due ulteriori coppie di opere che, attraverso esercizi guidati, rappresentano il campo d’azione della messa in pratica, da parte degli studenti, delle nozioni e delle competenze apprese o in via di acquisizione nei diversi ambiti che vanno, ad esempio, dall’autonoma analisi stilistica allo studio della storia dell’arte, così come dalla pratica della lingua inglese attraverso il lessico specifico della materia al suo utilizzo in giochi di gruppo o in situazioni reali.
La grande novità di questo manuale è data, secondo noi autori, dal fatto che questo metodo possa in realtà spaziare oltre la semplice didattica CLIL, per diventare uno strumento ed un nuovo e valido approccio applicabile al più generale studio della storia dell’arte in italiano e in qualunque contesto scolastico. C’è da notare che, in linea con il contenuto della materia, Art2Art è molto curato dal punto di vista grafico ed estetico: in collaborazione con lo studio di Riccardo Falcinelli, si è scelta una veste grafica semplice ma significativa nell’uso di due colori-guida che ogni volta sottolineano l’opposizione proposta, nel bilanciamento tra parte di testo e immagini e nell’utilizzo di riproduzioni di opere in grande formato per accrescerne il fascino e per facilitarne l’analisi stilistica, le deduzioni e le osservazioni continuamente richieste agli studenti attraverso gli esercizi proposti.
Ci piace pensare a questo testo come ad uno strumento attraverso cui gli studenti, così come gli insegnanti, possano giocare con l’arte in lingua inglese, a casa come in classe, per confrontarsi con essa in modo più libero ma anche più autentico, osservando prima di tutto le opere e i loro dettagli, interrogandole e studiandole, anche attraverso esercizi interattivi e multidisciplinari, per poi imparare a conoscerle al meglio e, inevitabilmente, amarle.
Federica Grande, marzo 2026