Quasi per gioco nel mondo di Paola Pallottino. Al GABA di Macerata

Consapevoli delle contraddizioni tra il linguaggio che il carattere sperimentale di questo lavoro richiederebbe e la contestuale esigenza di divulgativa a cui è invece destinato, il nostro intento è quello di introdurre il lettore nell’universo dell’illustrazione italiana (…)

Con queste parole Paola Pallottino apriva nel 1988 la Storia dell’illustrazione italiana edita da Zanichelli, punto di riferimento per “libri e periodici a figure dal XV al XX secolo”, come recita il sottotitolo.

La vasta produzione dell’artista e studiosa romana, residente a Bologna, è ora visitabile fino al 23 settembre al GABA, la galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, nella mostra Quasi per gioco. Le arti di Paola Pallottino curata da Maria Letizia Paiato, docente dell’accademia.

Quasi per gioco si navigano le quattro sale espositive, come un barca che si avventura nel mare, una metafora che prende spunto dall’illustrazione che accoglie i visitatori all’ingresso, grazie anche al sapiente allestimento degli studenti di Scenotecnica dell’accademia.

Sperimentazione e divulgazione, i due termini citati in apertura, sono due poli in cui sembra dipanarsi l’universo creativo dell’artista, storica dell’arte, poetessa, autrice, paroliera. Un materiale eterogeneo e raffinatissimo, selezionato da quello che si comprende essere un archivio immenso e forse un po’ ribelle alla catalogazione: dalle lettere personali alle illustrazioni per libri (I libri circolari e La barca); dai calendari ai primi oggetti artistici, realizzati alla scuola d’arte del Maestro delle Mura, Francesco Randone e Yris Randone Cozza; dalla pittura alla poesia (una lettera di Palazzeschi la incoraggia a continuare a scrivere versi), sfociata nella collaborazione con i musicisti, il caso più famoso la canzone 4 marzo 1943 cantata da Lucio Dalla, artista con cui la Pallottino ha avuto una lunga collaborazione.

Come scrive nel pregiato catalogo Erik Balzaretti

esiste un filo rosso che unisce l’artista artigiana, la designer, la scrittrice, la poetessa e paroliera e la studiosa. Questo comune determinatore è l’Immagine, scoperta in tenera età grazie alla fascinazione delle pagine in cromolitografia di periodici satirici ottocenteschi appartenenti alla famiglia. Paola Pallottino è una creatrice, costruttrice e indagatrice di immagini.

Un mondo di immagini in cui si incontrano la fantasia dell’infanzia e lo sguardo dell’età adulta, e a cui si accosta l’altra ‘vita’, delle diverse vite artistiche della Pallottino, quella di storica dell’arte. Già docente di Storia dell’arte all’Accademia di Macerata, tra le opere più importanti ricordiamo, oltre al manuale Zanichelli del 1988, il più recente Le Figure per dirlo. Storia delle illustratrici italiane, edito da Treccani nel 2019.

Presente all’inaugurazione della mostra, l’artista ha ricevuto dal Presidente dell’accademia Gianni Dessì e dalla Direttrice Rossella Ghezzi il titolo di Accademico Onorario – Premio Svoboda al Talento Artistico e Creativo.

La mostra rientra nelle celebrazioni del 50° dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, aventi come tema portante il gioco e iniziate con l’incontro con Antonella Sbrilli, co-autrice di questo blog che da molti anni indaga il rapporto tra gioco e arte.

Gli eventi hanno coinvolto gli studenti nella realizzazione dei diversi appuntamenti nei comuni nella provincia, e si concluderanno il 2 settembre a San Severino Marche e Ancona.

Maggiori informazioni sul sito e sulle pagine Facebook e Instagram dell’accademia.

 

MSB