“Alice ci racconta che bisogna essere sempre pronti per le trasformazioni: quelle che abbiamo progettato, quelle che aspettiamo con ansia, quelle a cui ci prepariamo con studio e abnegazione, ma anche quelle inattese, che avvengono perché il mondo degli altri non coincide mai con il nostro” (Bartezzaghi 2003, XXIV).
Il mondo come combattimento “inesausto” di parole e di forme è quello che emerge dai libri dello scrittore britannico Lewis Carroll (1832-1898). Nel terzo capitolo di Al di là dello specchio, Alice si trova a confrontare una serie di insetti che conosce (la mosca cavallina, la libellula, la farfalla) con le loro trasformazioni, risultato di innesti verbali e sensoriali nei loro nomi e nelle loro forme.
La Horse-fly (mosca cavallina) diventa una Rocking-horse-fly (Cavallina a Dondolo), la Dragon-fly (Libellula) una Snap-dragon-fly (Tizzo di Drago Volante), con il corpo fatto di budino di prugne, le ali di agrifoglio e “la testa un chicco di uva passa avvampato nel cognac”.
E infine c’è la Farfalla, le cui ali sono diventate sottili fette di pane imburrato, il corpo una crosta e la testa una zolletta di zucchero: da semplice Butterfly, al di là dello specchio la farfalla è evoluta in una Bread-and-butterfly, tradotta in italiano come Burfalla (Carroll 1872, p. 58; Carroll 2003, p.154).

Nel 2018, il collettivo di artisti e matematici francesi riunito sotto il nome di Obvious divenne celebre per la stampa del Ritratto di Edmond de Belamy, venduta da Christie’s a un prezzo molto alto. L’opera appartiene a una serie di immagini generate tramite una rete neurale avversativa (GAN) che – come spiegato anche in altri post di questo sito – è formata da due reti in competizione: una, detta discriminator, è istruita a partire da un set di immagini e l’altra (generator) deve produrre nuove serie di immagini, che siano simili a quelle di partenza al punto che il discriminator le confonda.
In uno dei loro primi esperimenti, gli artisti-ricercatori di Obvious hanno cercato “di dare a intendere alle GAN che le farfalle e i fiori fossero la stessa cosa, sottoponendo agli algoritmi una miscela di immagini caratterizzate da proprietà generali comuni (sfondi verdi, foglie) e differenze limitate ai dettagli (farfalle o fiori)”.
Ne sono risultati immagini “al di là dello specchio”, in cui le qualità delle ali si innestano in quelle dei petali e viceversa. (Barale 2020, p. 186).
PS
– Da notare come il termina “farfalla” sia invece stato usato come parola negativa dall’artista Francesco D’Isa nelle sue ricerche con l’IA generativa. Sulla scorta di una tradizione iconografica popolare che predilige cavalli e farfalle, si chiede al sistema di non usarla per non produrre immagini dilettantesche, da “pittore della domenica” (F. D’Isa nella lezione tenuta in Sapienza il 5/5/2025).
– Da segnalare il libro del regista Alexander Kluge, The Dragonfly’s Eye. My Virtual Camera (AI) del 2024.
AS
Riferimenti
Barale 2020
Alice Barale, a cura di, Arte e Intelligenza artificiale. Be my Gan, Jaca Book, Milano 2020
Bartezzaghi 2003
Stefano Bartezzaghi, Il patto con l’Unicorno, Introduzione a Lewis Carroll, Le avventure di Alice nel paese delle Meraviglie e Al di là dello specchio, tr. di Alessandro Ceni, Einaudi, Torino 2003
Carroll 1872
Lewis Carroll, Through the Looking-Glass, and what Alice found there, with the Illustrations by John Tenniel, Macmillan & co., London 1872
Carroll 2003
Lewis Carroll, Le avventure di Alice nel paese delle Meraviglie e Al di là dello specchio, tr. di Alessandro Ceni, Einaudi, Torino 2003
D’Isa 2024
Francesco D’Isa, La rivoluzione algoritmica delle immagini. Arte e intelligenza artificiale, Sossella, Roma 2024
Kluge
Alexander Kluge, The Dragon-Fly’s Eye. My Virtual Camera (AI), Spector Books, Leipzig 2024
Obvious AI & Arts
https://www.obvious-art.com/