Il dr. Tulp di Rembrandt è un diorama e una realtà aumentata.

Nel 2019 cade il 350° anniversario della morte di Rembrandt van Rijn (1606 – 1669). L’Olanda celebra il grande maestro con una serie di eventi espositivi nelle principali città, e con applicazioni digitali dedicate ai quadri più famosi.

Il Rijksmuseum di Amsterdam, il museo con il nucleo più importante di dipinti del pittore, ha realizzato una sorta di ‘immagine densa’ della Ronda di notte, 1642, esplorabile online cliccando sulle voci: composizione, luce, storia, segreti, chi è chi, ai giorni d’oggi. Una voce ci guida (in inglese e in olandese) alla scoperta del grande dipinto e delle sue vicissitudini.

Un’app scaricabile su mobile permette invece un’esperienza di realtà aumentata con La lezione di anatomia del dr. Nicolaes Tulp, tela conservata al Mauritshuis dell’Aia, datata 1632.

L’app Rembrandt Reality è stata realizzata dall’agenzia di design olandese Capitola VR e permette di camminare letteralmente nel dipinto. Aperta l’applicazione, si punta con la fotocamera il pavimento della propria stanza, su cui viene proiettata una porta di accesso al teatro anatomico del dr. Tulp. Avanzando verso la porta, sempre con il device puntato ad altezza dello sguardo, ci avviciniamo agli studenti della lezione di anatomia, fino ad arrivare dietro le loro spalle. Possiamo guardare il soffitto decorato, dirigerci verso il dr. Tulp, metterci al suo posto e notare dettagli nascosti, come il libro di anatomia aperto accanto al medico. Il dr. Tulp è ritratto da Rembrandt nell’atto di sollevare dei tendini del braccio per mostrare il movimento delle dita della mano, da lui simulato con la mano sinistra. I presenti guardano con atteggiamenti diversi, tra l’incuriosito e l’altero.

Come hanno realizzato questa versione 3D della tela? Leggiamo sul magazine inglese Dezeen i dettagli della realizzazione dell’applicazione:

Users can interact with virtual holographic 3D objects that have been scanned from a real life reconstruction of the painting using devices compatible with Apple‘s ARKit or Google‘s ARCore augmented reality platforms (…) To recreate the artwork in virtual form, CapitolaVR selected “lookalikes” to pose as each of the characters in the scene, using makeup and 17th-century costumes to make them appear as similar to the painted figures as possible. The agency then used a 3D scanner made up of 600 reflex cameras to scan each actor and the setting – which was reconstructed from the original room at the Waag in Amsterdam – before combining these scans and fine-tuning the textural details via 3D modelling software.

Una schermata della app Rembrandt Reality

 

 

 

Schermata dalla pagina di De Zeen in cui si spiega come è stata realizzata la app.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel video la ‘messa in scena’ del dipinto per la realtà virtuale.

 

Il dipinto, tra i più celebri di Rembrandt, era stato già oggetto di sperimentazioni digitali: al festival Ars Electronica di Linz nel 2017 fu presentata una versione come diorama interattivo, grazie al progetto della Aalto University di Helsinki, condotto da Lily Díaz-Kommonen con il gruppo di ricerca del Dipartimento di Media Systems of Representation. La sede della lezione, la congregazione dei chirurghi presso la Waag Society di Amsterdam, è stata ricreata sulla base di un teatro anatomico, successivo alla data del dipinto ma presente nello stesso edificio, e grazie allo studio di dipinti dell’epoca e con l’uso della fotogrammetria.

Un’immagine di Interactive Diorama—Rembrandt, 1632, The Anatomy Lesson of Dr. Nicolaes Tulp dal sito di Linz Ars Electronica, 2017

 

Abbiamo provato la app in classe e siamo rimasti affascinati dal realismo delle immagini. Persino il soggetto, un po’ disgustoso a dire il vero, è passato in secondo piano davanti alla possibilità di muoverci nello spazio, la prof davanti con il suo cellulare e un nugolo di studenti dietro. Chissà come siamo apparsi visti da fuori!