è fondamentale proporre agli alunni un metodo, ossia un percorso da seguire per raggiungere uno scopo; il metodo poggia sull’incontro tra l’esperienza delle cose e la riflessione sulle cose, pietre d’angolo di ogni insegnamento orientato verso un apprendimento efficace.
Luca Serianni Un insegnante e un decalogo, 2018.
Sull’individuazione di un metodo di studio vale sempre la pena di soffermarsi, pur negli stretti spazi della didattica in aula. Spesso, infatti, gli studenti che non ottengono buone valutazioni sono quelli che non hanno trovato il loro modo di studiare, adatto alle personali inclinazioni o funzionale per le loro ‘intelligenze multiple’ (come ci ha insegnato Howard Gardner). Con la loro esperienza, i docenti possono guidare verso l’individuazione di soluzioni che rappresentano anche un valido strumento di inclusione e di contrasto all’abbandono scolastico.
Per leggere un’opera d’arte esistono molte schede guida, reperibili anche online. Negli anni di insegnamento tra scuola, università e accademia chi scrive ha messo a punto uno schema in 5 punti, un modello base, di partenza potremmo dire, adattabile alle richieste dei docenti e personalizzabile sulle attitudini degli studenti. Una volta assimilato, con l’avanzare negli studi, il metodo può essere arricchito di più voci.
In cosa consiste? Si tratta di 5 voci da toccare durante una verifica, sia essa orale che scritta. Una volta memorizzate, aiutano a non rimanere senza argomenti e a presentare le informazioni secondo un ordine gerarchico – dall’introduzione al manufatto al contesto storico – che lasci posto anche a letture personali.
Per assimilare con facilità i 5 punti si può pensare di percorrere un itinerario in 5 tappe e di ricordare qualcosa in ognuna di queste tappe (un metodo di mnemotecnica); oppure di toccare le dita di una mano, o di disegnare un’altra forma con 5 punte, come una stella o un pentagono, creando una mappa visiva.
Ecco i punti dello schema proposto:
- Carta d’identità
Per presentare subito l’oggetto dell’analisi con dati di primo livello, quelli delle didascalie per intenderci: autore/i, titolo, periodo di riferimento; è utile anche spiegare di cosa stiamo parlando: un dipinto, una scultura, un’architettura, ecc. Per le opere più importanti, per es. la Gioconda di Leonardo, la Venere di Botticelli, si può chiedere di conoscere anche la collocazione e l’anno con più precisione.
- Tema o soggetto
Cosa è raffigurato, di cosa tratta l’opera? Anche nel caso di un dipinto astratto si può comunque parlare della presenza o meno di un contenuto esplicitato, magari analizzando se c’è corrispondenza con il titolo.
- Stile
Per far capire agli studenti cosa si intende per stile, una delle voci meno immediatamente comprensibili in questo schema, si può portare un esempio confrontando le varie scritture a mano degli studenti in classe. Riconosciamo la mano di chi ha scritto quelle righe perché ogni studente/ssa ha il suo stile. Così è per gli artisti, a cui possiamo attribuire le opere grazie al loro stile. È un metodo di riconoscimento visivo delle opere, un sistema un tempo diffuso nelle università italiane che esercita l’occhio proprio sugli aspetti formali.
- Contesto storico
Trattandosi di storia dell’arte, il contesto storico di riferimento è importante nella conoscenza dell’opera, e la data di realizzazione non basta. Aiutandosi con le linee del tempo nei manuali, per esempio, si è in grado di dire qualcosa in più sulla cornice temporale in cui ci troviamo (es. primo Rinascimento o Rinascimento maturo, Grecia arcaica o classica, alto o basso Medioevo, ecc.)
- Extra/voce a piacere
L’ultimo punto lascia gli studenti liberi di aggiungere, se lo desiderano, informazioni, commenti, feedback a loro scelta. Per esempio un fatto di cronaca che ha coinvolto l’opera, o una propria lettura personale, o ancora la visita al luogo dove è conservato l’originale.
Buono studio!
Vedi anche il post E tu di che metodo sei? La didattica e le sue (tante) strategie
E tu di che metodo sei? La didattica e le sue (tante) strategie